Valutazione ad alta risoluzione dell’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici
Nel distretto socio-sanitario di Cremona, che comprende 47 comuni della provincia, è stato condotto uno studio di modellistica di simulazione di qualità dell’aria basato sull’utilizzo del tool UTAQ (Urban Tool for Air Quality), sviluppato da TerrAria. Questo strumento di simulazione della qualità dell’aria, progettato per operare a scala urbana con elevata risoluzione spaziale, ha consentito a ATS Val Padana di disporre di mappe dettagliate dell’esposizione della popolazione agli inquinanti principali nel periodo 2007-2019, utilizzate per valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini di Cremona e dei comuni limitrofi.
Il dominio di simulazione, con una risoluzione di 50 m e un’estensione complessiva di 51 km × 37 km, ha permesso di descrivere con elevato dettaglio le variazioni spaziali delle concentrazioni sul territorio.
Per questo studio nella simulazione della qualità dell’aria di Cremona sono stati inclusi tutti i principali settori emissivi presenti sul territorio (trasporti, residenziale, industria e altre sorgenti), al fine di rappresentare le sorgenti responsabili dell’esposizione della popolazione agli inquinanti. Il background atmosferico è stato ricostruito usando le stime del modello europeo EMEP. Le emissioni locali sono state derivate dagli inventari ufficiali (INEMAR per la Lombardia e i database regionali per l’Emilia-Romagna), adattati ai diversi anni simulati. Le simulazioni sono state poi validate confrontando i risultati con le misure delle stazioni di monitoraggio di ARPA Lombardia e ARPA Emilia-Romagna disponibili.
I risultati modellistici relativi al 2019 mostrano:
- Per quanto riguarda il PM10, in coerenza con le misure delle stazioni di monitoraggio ARPA, gran parte del territorio è interessata da frequenti superamenti del valore limite giornaliero di 50 µg/m³, mentre non si osservano superamenti del limite della media annuale di 40 µg/m³. Il contributo locale massimo (somma dei principali settori emissivi) raggiunge circa il 36%, con incidenze fino al 36% per il traffico, 15% per il settore residenziale e 12% per quello industriale. La quota dominante delle concentrazioni è tuttavia attribuibile al background regionale, che include sia il fondo del Bacino Padano sia la formazione di particolato secondario.
- Per il PM2.5, una parte significativa del territorio risulta esposta a concentrazioni superiori al valore limite annuale di 25 µg/m³. I contributi dei settori emissivi risultano pari a circa 26% per il traffico, 20% per il residenziale e 6% per l’industria, con una quota largamente prevalente dovuta anche in questo caso al background regionale.
- Per l’NO₂, il modello individua solo due aree di superamento del valore limite annuale di 40 µg/m³, in accordo con i dati osservati. In questo caso la componente locale è dominante, con un contributo del traffico fino all’82% e del settore industriale fino al 34%, mentre il contributo del fondo regionale risulta secondario rispetto a quanto osservato per le polveri sottili.
Nel territorio cremonese le polveri sottili sono fortemente influenzate dal contesto regionale, mentre l’NO₂ è dominato dalle emissioni locali, in particolare dal traffico veicolare. Un’analisi analoga condotta per il 2017, utilizzando una diversa ricostruzione del background (modello CAMx), ha fornito risultati molto simili in termini di superamenti dei limiti e distribuzione delle fonti emissive.
Il progetto ha permesso di costruire una mappatura storica dell’esposizione della popolazione agli inquinanti, base per studi di epidemiologia ambientale, lavorando a una risoluzione molto più fine rispetto a quella ottenibile con i classici modelli di dispersione atmosferica e le sole centraline di misura.
IL RUOLO DI TERRARIA
L’azienda ha contribuito allo sviluppo e all’adattamento operativo del modello UTAQ per il contesto del distretto di Cremona, integrando dati emissivi, modelli di background e procedure di validazione con le reti di monitoraggio ufficiali. In questo modo ha reso possibile l’applicazione di uno strumento di simulazione di qualità dell’aria di Cremona avanzata a supporto delle analisi di ATS Val Padana e degli studi di epidemiologia ambientale sul territorio, consentendo una valutazione complessiva dell’esposizione della popolazione agli inquinanti.
