Gestione sostenibile delle colture attraverso strumenti digitali
Il progetto CROPVIS (CROP Vegetation Index System) è stato sviluppato nell’ambito della misura regionale “Rafforza & Innova”, attivata nell’ambito del Programma FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2021-2027, realizzato con il concorso di risorse dell’Unione Europea, dello Stato italiano e di Regione Lombardia. La misura promuove il trasferimento tecnologico e l’innovazione delle imprese tramite la collaborazione tra Piccole Medie Imprese (PMI) e Organismi di ricerca, favorendo l’acquisizione di conoscenze e competenze specialistiche da integrare nei processi di sviluppo aziendale.
In questo contesto, TerrAria ha collaborato con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (UNINA) per approfondire e trasferire know-how avanzato in ambito agronomico, fenologico e fitopatologico.
CROPVIS è nato con l’obiettivo di supportare aziende agricole, consorzi e organizzazioni di produttori nella gestione sostenibile delle colture, rispondendo alle esigenze concrete e in continua evoluzione del settore agricolo.
In un contesto in cui l’innovazione tecnologica ha assunto un ruolo sempre più strategico per migliorare la produttività e la sostenibilità del settore agricolo, il progetto ha previsto lo sviluppo di un Proof of Concept (PoC) finalizzato all’acquisizione e al trasferimento di competenze avanzate e alla definizione di nuovi strumenti digitali di supporto alle decisioni.
Le attività si sono concentrate in particolare sulla vite e hanno seguito due linee di sviluppo complementari:
- la definizione di un modello di rischio di stanchezza del terreno;
- analisi e applicazione di modelli per la previsione del rischio di infezione da peronospora della vite, integrati con la modellizzazione dello sviluppo fenologico della coltura.
Le attività sono state applicate al territorio della Franciacorta.
Una delle principali attività del progetto ha riguardato il fenomeno della stanchezza del terreno, condizione associata alla presenza prolungata o ripetuta di colture monospecifiche sullo stesso terreno, a causa dei meccanismi di auto-inibizione mediati dal self-DNA. L’accumulo nel suolo di frammenti di DNA provenienti dalla stessa specie coltivata può infatti determinare condizioni di stress per le piante, rendendole più vulnerabili all’attacco di patogeni e favorendo la formazione di potenziali focolai di infezione. La stanchezza del terreno può incidere sulla produttività delle colture, influenzando anche la diffusione e l’intensità di patogeni e parassiti.
Nel corso del progetto è stato quindi approfondito il rapporto tra le condizioni di stanchezza del terreno e la vulnerabilità della vite rispetto a patologie complesse, con particolare attenzione al mal dell’esca. Per questa patologia, caratterizzata da un’elevata complessità e variabilità nella manifestazione dei sintomi, non sono disponibili modelli previsionali operativi consolidati.
La modellizzazione della stanchezza del terreno è stata pertanto sviluppata come strumento per individuare le aree potenzialmente caratterizzate da maggiore criticità, sulle quali indirizzare prioritariamente le attività di monitoraggio e gli interventi agronomici.
La seconda linea di attività ha riguardato la peronospora della vite, patologia il cui sviluppo è strettamente legato alle condizioni meteorologiche e per la quale sono disponibili modelli previsionali basati su variabili quali temperatura, umidità, precipitazioni e bagnatura fogliare.
Nell’ambito del progetto è stato utilizzato OCTOPUS, che integra otto modelli fitopatologici riferiti alla peronospora e un modello fenologico della vite.
L’approccio multimodello ha consentito di analizzare in maniera integrata le relazioni tra condizioni meteorologiche, sviluppo fenologico della coltura e rischio fitopatologico, mettendo a confronto differenti metodi previsionali e consolidando il know-how necessario alla successiva integrazione di queste informazioni in strumenti digitali di supporto alle decisioni.
Le due componenti sviluppate nel progetto, rischio legato alla stanchezza del terreno e previsione delle infezioni da peronospora, hanno fornito quindi informazioni differenti ma complementari per la gestione della coltura.
Le attività svolte hanno portato alla definizione del mock-up di un futuro Sistema di Supporto alle Decisioni (DSS), concepito per integrare in un unico strumento informazioni territoriali, agronomiche, fenologiche e fitopatologiche. Il sistema è stato impostato con l’obiettivo di supportare decisioni agronomiche più mirate, permettendo di individuare le aree maggiormente critiche e di pianificare in maniera più efficace le attività di monitoraggio e gli interventi in vigneto.
L’approccio sviluppato nell’ambito di CROPVIS è stato inoltre concepito come scalabile e adattabile a differenti contesti territoriali e colturali, ponendo le basi per successive evoluzioni e applicazioni del sistema.
IL RUOLO DI TERRARIA
TerrAria ha messo a disposizione del progetto la propria esperienza pluriennale nello sviluppo di soluzioni digitali e sistemi di supporto alle decisioni per il settore agricolo, insieme al proprio know-how nella gestione dei dati territoriali e nella modellistica applicata.
In collaborazione con UNINA, questo patrimonio è stato arricchito da conoscenze agronomiche, fenologiche e fitopatologiche, con particolare riferimento alla modellizzazione della stanchezza del terreno e alla previsione del rischio di peronospora.
CROPVIS ha così permesso di approfondire e trasferire nuovi contenuti specialistici, applicandoli alla definizione di un Proof of Concept e del mock-up di un futuro DSS per la gestione sostenibile delle colture.
