Interconnessione A52-A4

Studio di Impatto Ambientale per le componenti salute umana, aria e clima, rumore e vibrazione

Il progetto di potenziamento dell’interconnessione tra la Tangenziale Nord di Milano (A52) e l’autostrada Torino–Venezia (A4) rappresenta un intervento infrastrutturale strategico per la mobilità dell’area metropolitana milanese e per il sistema viario lombardo, anche in relazione alle opere connesse alle Olimpiadi Invernali 2026. TerrAria si è occupata, nell’ambito dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), di valutare in modo integrato gli effetti dell’opera in relazione alle componenti di qualità dell’aria, clima, salute umana, acustica e vibrazioni, nelle fasi di cantiere ed esercizio.

L’obiettivo del SIA consiste nella valutazione dell’impatto sulla qualità dell’aria, sul clima, sulla salute umana, sull’acustica e le vibrazioni del potenziamento dell’interconnessione, nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.

A completamento del SIA, è stato definito un articolato Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) per aria, rumore e vibrazioni, finalizzato a verificare nel tempo la coerenza tra previsioni e condizioni reali, garantendo trasparenza, controllo e tutela del territorio.

Il Progetto prevede l’introduzione dei seguenti elementi strutturali:

  • realizzazione di un nuovo tratto prevalentemente in galleria in affiancamento alla galleria esistente e conseguente modifica dello svincolo tra A4 ed A52 per l’accesso alla stessa;
  • ampliamento della piattaforma stradale della Tangenziale Nord A52 con riconfigurazione a 3 corsie di marcia con emergenza;
  • adeguamento di uno svincolo e modifica del tracciato della rampa di ingresso in Tangenziale dalla rotatoria di via Borgazzi;
  • realizzazione della nuova rampa di uscita dalla Tangenziale verso l’attuale via Edison;
  • introduzione di una rotatoria in prossimità di via Edison, innesto della rampa di nuova realizzazione e raccordo con la viabilità locale esistente;
  • modifica dello svincolo tra l’A52 direzione Rho e l’SS36 direzione Lecco

 

Il progetto, con un approccio integrato e basato su metodologie modellistiche avanzate, mira a coniugare sviluppo infrastrutturale, sostenibilità ambientale e protezione della salute.

Qualità dell’aria e clima

Per la componente aria, l’approccio adottato per la fase di esercizio consiste nella valutazione delle pressioni attese in termini di variazioni di flusso veicolare, delle relative emissioni ed infine delle concentrazioni in aria degli inquinanti tra scenario di riferimento e scenario di progetto; analogamente, durante la fase di cantiere, si valuta l’impatto in termini emissivi e di concentrazione delle varie lavorazioni previste (emissioni dei mezzi meccanici e delle apparecchiature di cantiere, generate da mezzi pesanti per il trasporto del materiale e dei rifiuti prodotti, produzione e risollevamento di polveri e passaggio dei mezzi di cantiere su strade non asfaltate).

Per limitare al minimo l’impatto del cantiere è prevista l’applicazione delle buone pratiche per ridurre e contenere le emissioni in atmosfera, tra cui ad esempio il lavaggio dei mezzi in uscita dal cantiere, l’installazione di dispositivi antiparticolato sui mezzi operanti all’interno del cantiere, la protezione con teli, l’umificazione dei depositi di materiale sciolto in cumuli e la limitazione della velocità di transito dei mezzi all’interno dell’area di cava/cantiere e in particolare lungo i percorsi sterrati.

Sono state definite specifiche misure di mitigazione da integrare nel progetto per abbattere le concentrazioni degli inquinanti durante la fase di esercizio, che consistono nell’impiego di vernici al biossido di titanio previsti in corrispondenza della porzione più esterna della galleria della nuova infrastruttura ramificazione all’A52 e la messa a dimora di alberi, arbusti e prato fiorito nell’intorno del tracciato dell’opera. Le emissioni da traffico veicolare sono state stimate mediante il modello europeo COPERT, mentre la dispersione degli inquinanti è stata simulata con il modello lagrangiano non stazionario CALPUFF, utilizzando dati meteorologici locali elaborati tramite il pre-processore MICROMETEO. I risultati del modello sono stati poi elaborati mediante il post-processore CALPOST che permette di estrarre le statistiche di legge per i diversi inquinanti (percentili, medie annue, ecc.).

L’impatto della fase di cantiere, pur nell’approccio estremamente cautelativo che ha portato a considerare le massime emissioni mensili per un intero anno, grazie alle buone pratiche ed alle mitigazioni specifiche adottate è risultato essere contenuto e molto limitato nel tempo.

I risultati evidenziano che l’opera nella fase di esercizio determina una lieve riduzione dei chilometri percorsi nell’ora di punta e una conseguente diminuzione complessiva delle emissioni per tutti gli inquinanti considerati (NO₂, PM10, PM2.5, CO e benzene). Tale beneficio si traduce in una riduzione delle concentrazioni massime e medie di dominio, con effetti positivi più estesi rispetto alle limitate aree di lieve incremento, localizzate in contesti poco urbanizzati.

Dal punto di vista climatico, la valutazione delle pressioni attese in termini di emissioni di GHG (Green House Gases) derivanti dal progetto è stata condotta mediante un’analisi approfondita del contesto meteo-climatico ed emissivo attuale, seguita dalla quantificazione del contributo dell’opera in esame in termini di CO2 equivalente.

Il progetto comporta una riduzione delle emissioni di gas serra pari a circa 0.11 kt di CO₂ equivalente rispetto allo scenario di riferimento, ulteriormente mitigata dalla previsione di nuove aree verdi.

Salute umana

La valutazione degli impatti sulla salute umana ha considerato le matrici aria e rumore, in un contesto territoriale caratterizzato da alcune vulnerabilità idrauliche e geotecniche preesistenti. Le analisi di rischio indicano che non sussistono incrementi significativi del rischio cancerogeno o non cancerogeno per inalazione: le variazioni stimate restano ampiamente al di sotto delle soglie di rilevanza sanitaria. Analogamente, le valutazioni basate sulle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano un bilancio complessivamente neutro o lievemente migliorativo dell’opera in progetto per quanto riguarda il rischio di cardiopatie ischemiche, il fastidio forte e i disturbi del sonno legati al rumore da traffico.

Rumore, vibrazioni e monitoraggio ambientale

Gli impatti acustici e vibrazionali sono stati analizzati per gli scenari ante operam, in corso d’opera e post operam, con il supporto di modellazioni previsionali e campagne di misura. Le elaborazioni dei diversi scenari acustici sono state svolte con dedicato software previsionale SoundPLAN 9.0, con dati di input inseriti sulla base di informazioni fornite dal committente, poi calibrati con l’ausilio di dedicate campagne di rilievi fonometrici svolti nell’area oggetto di studio.

Le eventuali criticità individuate in fase di cantiere risultano temporanee e gestibili tramite specifiche misure mitigative. In fase di esercizio, i livelli stimati rispettano i limiti normativi presso tutti i recettori sensibili.

IL RUOLO DI TERRARIA

TerrAria S.r.l. ha supportato il progetto di potenziamento dell’interconnessione A52–A4 curando le valutazioni ambientali relative alla qualità dell’aria, al clima, al rumore, alle vibrazioni e alla salute umana. Attraverso l’impiego di modelli previsionali avanzati e l’analisi integrata dei dati di traffico e meteorologici, TerrAria ha contribuito a quantificare l’impatto in termini emissivi dell’opera nelle fasi di cantiere ed esercizio e a valutarne la compatibilità ambientale. La società ha inoltre collaborato alla definizione delle misure di mitigazione e del Piano di Monitoraggio Ambientale, orientato alla tutela della salute e del territorio.

Scenario acustico post operam con mitigazioni nel periodo diurno

Scenario di progetto: media annua della concentrazione di PM10 (μg/m3)